LE PRINCIPALI DOMANDE E RISPOSTE SULLA DONAZIONE DEL SANGUE

Chi può donare il sangue?

Tutte le persone, tra i 18 e i 60 anni,  in buone condizioni di salute. Solitamente è necessario che il donatore abbia un peso superiore a 50kg.

È doloroso donare il sangue?

La parte che può dare un po’ di fastidio (se di fastidio si può parlare) durante la donazione di sangue è la punturina che viene fatta sul dito. La goccia di sangue così prelevata consente di determinare l’emoglobina. L’inserimento dell’ago nella vena si percepisce appena, mentre la donazione in sé è totalmente indolore.

Quanto sangue viene prelevato?

Un adulto di oltre 50 kg ha da 4-6 litri di sangue, di cui vengono prelevati in genere 450 ml, che corrispondono a circa il 10 % del volume totale.

Quali sono le precauzioni da prendere prima di donare?

Il giorno prima è consigliabile bere molti liquidi, evitare gli alcolici, fare pasti regolari, riposare bene la notte, evitare l’attività fisica particolarmente intensa.

Posso tornare alla routine quotidiana non appena aver donato?

Certo. L’unica raccomandazione è quella di non eseguire un’attività fisica intensa nello stesso giorno della donazione.

È vero che chi dona ha diritto ad un giorno di ferie retribuito?

I donatori di sangue ed emocomponenti con rapporto di lavoro dipendente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuano la donazione conservando la normale retribuzione per l’intera giornata lavorativa”. Questo è quanto afferma la Legge 219/2005 art. 8. Per avere accesso a questo diritto bisognerà chiedere il foglio di giustifica firmato dal medico di turno in sala donazioni.

L’assunzione di farmaci controindica la donazione?

Dipende dal farmaco, ma in linea generale possiamo affermare che:

  • devono passare 15 giorni dall’ultima assunzione di un antibiotico prima di donare;
  • i farmaci antipertensivi devono essere assunti anche il giorno della donazione, tenendo presente che l’assunzione di beta-bloccanti è una controindicazione relativa alla donazione;
  • anche gli anticoncezionali orali sono farmaci: è opportuno quindi informare il medico del loro uso, anche se in genere non controindicano la donazione.
Quanto tempo si deve aspettare dopo una vaccinazione?

Le vaccinazioni non costituiscono motivo di controindicazione alla donazione. In generale è necessario lasciare trascorrere 72 ore prima della donazione. Fanno eccezione le vaccinazioni con virus-vaccini vivi o attenuati (anti-febbre gialla, anti-morbillo, anti-parotite, anti-poliomielite) che richiedono 15 giorni e l’antirosolia (28 giorni).

 Mi sono sottoposto ad un intervento chirurgico, posso comunque donare?

Gli interventi chirurgici  maggiori (cioè con prognosi superiore ai 7 giorni) e gli accertamenti endoscopici (colonscopia, gastroscopia, rettosigmoidoscopia, artroscopia) possono esporre il paziente al rischio di contrarre un’infezione ospedaliera. È pertanto necessario sospendere le donazioni per 4 mesi: ciò è dovuto al fatto che, tra le malattie infettive trasmissibili, l’epatite è quella con il periodo d’incubazione maggiore.

Per gli interventi chirurgici minori (prognosi sino a 7 giorni) il rischio di infezione è minore, per cui la sospensione è di 1 mese.

Quanto tempo deve passare dopo essere stati sottoposti ad un intervento di ortodonzia? 

Almeno 48 ore per le comuni cure odontoiatriche (otturazioni, ablazione del tartaro, cure ortodontiche). In caso di estrazioni dentarie bisogna lasciar passare almeno 7 giorni dall’estrazione ed eventualmente 15 giorni dall’ultima assunzione di antibiotici.

A seguito di un parto, quanto tempo una donatrice deve aspettare per poter donare? E quanto dopo un’interruzione di gravidanza?

La gravidanza innesca complesse modificazioni che solo lentamente ritornano alla normalità dopo il parto. Per questo motivo, unitamente al fatto che durante la gravidanza e l’allattamento si realizza un grande consumo delle riserve di ferro, è necessario sospendere le donazioni per 1 anno. Per quanto riguarda l’aborto, considerato a tutti gli effetti una gravidanza, la legge prevede l’obbligo di attendere almeno 6 mesi prima di candidarsi alla donazione.

Quanto tempo bisogna aspettare prima di effettuare una donazione di sangue dopo aver fatto un tatuaggio, un piercing, l’agopuntura?

Tali pratiche, specie se effettuate in ambulatori privi di efficaci controlli sanitari, ma anche nel caso si tratti di operazioni compiute all’interno di ambienti medici e con strumenti monouso, non sono esenti dal rischio di trasmissione di infezioni virali. In tutti i casi, in ambito internazionale, è adottata una sospensione dalla donazione della durata di 4 mesi.

Chi fa o ha fatto uso di droghe maggiori (cocaina, eroina, ecstasy, ecc.), anche se non per via endovenosa, può donare il sangue?

In numerosi studi epidemiologici effettuati su coloro che fanno o hanno fatto uso di droghe maggiori è stata ampiamente dimostrata una aumentata incidenza di malattie trasmissibili. L’associazione tra droghe maggiori ed incremento della diffusione di malattie è dovuta non solo a contagio diretto, come avviene a causa della pratica dello scambio di siringhe, ma anche ad altri fattori di rischio (rapporti sessuali a rischio, contatti con portatori).

L’uso di droghe maggiori, anche se assunte non per via endovenosa, controindica la donazione perché, come dimostrato da studi, queste sostanze possono favorire comportamenti che espongono il donatore al rischio di contrarre malattie infettive. Ulteriori studi hanno dimostrato un’incidenza più elevata d’infezione da virus dell’epatite C nei soggetti che hanno fatto uso di cocaina per via inalatoria dovuta all’utilizzo promiscuo di uno stesso inalatore per la somministrazione intranasale di cocaina.

Cosa si intende per rapporti sessuali a rischio? Implicano una sospensione dalla donazione?

Con questo termine si intendono tutti i tipi di rapporto sessuale occasionale (cioè non con il proprio partner abituale)  o con soggetti a rischio come i tossicodipendenti, in particolar modo se non protetti (cioè senza l’utilizzo del preservativo).

Molte delle malattie sessualmente trasmesse possono mettere a rischio la vita della persona che riceve il sangue donato. I virus sessualmente trasmissibili sono diversi, non solo quelli relativi all’epatite e all’Aids: e molti di essi non sono identificabili con i test di laboratorio oggi disponibili.

Durante il processo di infezione, esiste una fase, definita “finestra”, durante la quale non è possibile evidenziare lo stato di salute del portatore con i test di laboratorio di uso comune. Durante questa fase, di durata variabile e non sempre nota, è possibile trasmettere infezioni contratte con il rapporto sessuale con soggetti a loro volta portatori di malattie virali.

Il discorso è ovviamente complesso e basato sulla coscienza dell’autoesclusione dalla donazione : in caso di rapporti a rischio si invita il donatore a soprassedere alla donazione per almeno 4 mesi: cessato tale periodo, dopo adeguati esami di controllo e ad insindacabile giudizio del medico trasfusionista, il donatore potrà eventualmente riprendere a donare.

L’omosessualità è una controindicazione alla donazione?

L’omosessualità in sé non può e non deve essere considerata una controindicazione alla donazione: ciò che deve essere tenuto in considerazione è sempre l’evenienza di comportamenti sessuali a rischio ritenuti più comuni negli omosessuali rispetto agli eterosessuali secondo recenti pubblicazioni. D’altra parte si ricordi che il rapporto omosessuale è (almeno negli uomini) maggiormente a rischio di malattie sessualmente trasmesse.

I soggetti affetti da Celiachia posso donare?

Sì, purché la loro dieta contenga cibi privi di glutine.

Chi è affetto da favismo può donare sangue o emocomponenti?

Il favismo è una malattia che interessa i globuli rossi, per questo chi ne è affetto non può donare sangue intero o emazie.

Con la psoriasi posso donare?

Sì. A meno che non si assumano farmaci, intese anche come lozioni o creme.

Sono portatore sano di Anemia Mediterranea, posso donare?

Sì, ma la cadenza della donazione è dimezzata. Si tratta di 2 donazioni massime all’anno per gli uomini e di un’unica donazione l’anno per le donne.

I soggetti che in passato hanno avuto l’epatite virale possono donare?

Esiste la possibilità che manifestazioni come l’ittero (escluso quello del neonato) siano la spia di particolari malattie, come l’epatite a causa ignota, provocate da virus o agenti non identificabili con i test di laboratorio attualmente disponibili, ma trasmissibili con il sangue.

Le epatiti di tipo B, anche se contratte in passato, controindicano in modo definitivo la donazione in quanto non è possibile escludere con certezza la concomitanza con altri virus dell’epatite.

Per quanto riguarda l’epatite C, l’infezione è molto spesso cronica ed asintomatica, ed una reale guarigione non può mai essere documentata. La presenza di anticorpi contro il virus dell’epatite C coesiste frequentemente con la presenza del virus stesso, e controindica la donazione di sangue.

E la sifilide?

L’esclusione dalla donazione di sangue è definitiva: la sifilide è una malattia trasmissibile, oltre che con i rapporti sessuali, anche per mezzo del sangue. Essa è altresì tipica delle persone che hanno avuto contatti con persone a rischio, non solo per la sifilide ma anche per altre malattie sessualmente trasmissibili.

Se ci si sente debilitati, pur avendo peso, pressione ed emoglobina in regola, si può donare il sangue? 

Si può donare solo se si è in forma! Si deve donare per il benessere degli altri, mettendo però sempre in primo piano la propria salute.